Canyoning :
Il canyoning (o torrentismo) consiste nella discesa a piedi di corsi d'acqua che scorrono all'interno di strette gole profondamente scavate nella roccia e caratterizzati da portata ridotta (in genere inferiore ai 200 litri al secondo) e forte pendenza. Proprio per queste caratteristiche le rive dei torrenti adatti alla pratica del canyoning risultano inaccessibili, una volta intrapresa la discesa non è assolutamente possibile ritornare indietro, ma solo proseguire fino all'uscita. Il termine normalmente utilizzato dai praticanti per indicare tutto questo è "forra". Gli ostacoli all'interno di una forra sono rappresentati principalmente dalle cascate, che vengono superate con l'ausilio di corde o, dove possibile, effettuando tuffi, scivolate o passaggi di arrampicata in discesa. Spesso alla base delle cascate sono presenti profondi laghetti. In tale caso, dopo la discesa su corda, con una breve nuotata si raggiunge la riva. Qualora si usino le corde è necessario che sia presente un sistema di ancoraggio (cioe' qualcosa a cui assicurare la corda di calata) predisposto utilizzando tasselli ad espansione o fissati mediante resine speciali. Le corde vengono recuperate al termine di una calata e riutilizzate per le calate successive (e questo è il secondo motivo per cui è impossibile ritornare indietro). I percorsi hanno mediamente una durata variabile fra le 2 e le 8 ore, ma sono presenti anche percorsi piu' lunghi che richiedono bivacchi notturni.
Normalmente una marcia di avvicinamento in salita precede la discesa vera e propria. Il canyoning non è uno sport individuale, ma di gruppo. La quantità di materiale necessario alla discesa e questioni di sicurezza consigliano di evitare la formazione di gruppi inferiori a 4 persone. Il canyon più spettacolare non solo del Baldo, ma di tutta la zona circostante il lago di Garda, è sicuramente il così detto Vajo dell’Orsa lungo, maestoso e non per tutti. Il Vajo dell'Orsa (anche: Vaio dell'Orsa) è una spaccatura profonda centinaia di metri che scende da Ferrara di Monte Baldo, fino a Brentino. Si sviluppa in un ambiente grandioso, con forre strette fino a 5-6 metri e pareti strapiombanti e levigate dall'acqua alte anche 80 metri, con la presenza di numerose marmitte anche molto profonde. L'accesso alla parte superiore avviene da Brentino, tramite il sentiero segnalato dal CAI con il n. 74, che porta al paese di Ferrara di M. Baldo. Il sentiero esce su un tornante di una strada asfaltata, da seguire in discesa fino al paese e risalire brevemente, fino ad un sentiero che scende a sinistra verso la piccola diga dell'Enel. Scendendo oltre lo sbarramento della diga si giunge sotto una parete rocciosa in cui si trova la prima catena di calata. La prima calata di circa 30 m necessita di 2 corde da 50 m da unire e porta all'inizio del torrente, da seguire in piano con qualche piccolo scivolo di tanto in tanto.
Dopo la prima parte iniziale percorribile a piedi, il canyon diventa ripido e si susseguono una serie di cascate che richiedono delle calate di 10-20 m, con varie vasche in successione profonde diversi metri. Lungo queste cascate il getto dell'acqua è abbastanza forte, per cui conviene discendere con un autobloccante lungo la corda. Il percorso prosegue per salti fra rocce, marmitte, e tratti di torrente. Alcune calate sono evitabili e sono attrezzate con corde fisse,mentre altre possono essere evitate tuffandosi direttamente nelle vasche. A metà percorso sulla sinistra si incontra un canale franoso di terra e sassi nella cui parte superiore è visibile una corda rossa, che permette di uscire dal canyon, per un percorso molto ripido nel bosco, da usare solo in caso di emergenza. Proseguendo il percorso si fa meno impegnativo, con calate fra massi fuori dal corso dell'acqua, fino ad un grande salto, chiamato la pozza nera. Qui è necessario calarsi con due corde da 50 m o meglio con una sola, frazionando la discesa in due parti: la prima parte fino alla vasca sottostante (salto di 10 m).
Raggiunto il bordo della vasca, utilizzare un altro ancoraggio presente sulla parete sinistra, un po' in alto. Da questo ancoraggio ci si cala lungo la seconda cascata di 20 m fino alla pozza poco profonda alla base. Attenzione a non calarsi fino in fondo dal primo ancoraggio, in quanto la corda non basterebbe. Si prosegue lungo il torrente e dopo una calata di 10 m nel vuoto da sopra un enorme masso si trova la traccia di un sentiero, fino ad un salto che si discende calandosi da un cordino alla base di un albero. Si riprende il corso del torrente fino all'ultima calata su una cascata di 7-8 metri. Per sentiero si prosegue deviando dal corso del torrente fino alla centrale dell'Enel a valle e per strada sterrata si torna al paese di Brentino. Complessivamente la discesa del canyon è lunga 5 Km e richiede dalle 5 alle10 ore, a seconda che si sia in 2 o più persone e dalla quantità di calate che si riesce ad evitare. In totale sono 25 doppie + altre 5 evitabili. Alcune relazioni riportano 20 doppie + 12 evitabili o 37 doppie in tutto. Le 5 ore di discesa vanno considerate per torrentisti esperti e veloci. Si consiglia di partire presto al mattino, entro le ore 8, e di effettuare la discesa non oltre la metà di settembre, onde evitare un eventuale bivacco. L'ambiente è spettacolare, con forre strette fino a 6-7 metri e pareti strapiombanti e levigate dall'acqua alte fino ad 60-80 metri.
Evitare la discesa in presenza di una grande quantità di acqua, se nei giorni precedenti ci sono stati dei temporali e informarsi sull'eventualità di svuotamenti del bacino superiore da parte della diga dell'Enel. Info. Guide Alpine XMountain 348/1463700 segreteria generale 347/6035038 solo periodo estivo www.xmountain.it